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Elezioni Europee 2009. Conferenza Stampa Pd
lunedì 1 giugno ore 21,05
Rai Tre
GENERE: Attualità
Chiusura puntate: 01/06/2009
SHARE 6,55%
Riprendono fino a venerdì le conferenze stampa delle liste in lizza alle elezioni europee per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, previste per sabato 6 e domenica 7 giugno.
Un moderatore coordina le domande poste da tre giornalisti a ciascun esponente.
Alle 21,05 va in onda la conferenza stampa dell’esponente del Partito Democratico.
Il Pd sarà in prima linea per "reimpugnare la bandiera" dell'europeismo. Per il leader del Pd Franceschini occorre "risvegliare la vocazione europeista degli italiani". In Italia "è una cosa rara che un partito presenti il programma per le elezioni europee, ma normale all'estero".
Per il leader del Partito Democratico il concetto di centralità dell'Europa è di fondamentale importanza.”Tra i ragazzi la dimensione è 'Noi siamo europei' e non italiani o francesi. Tra i giovani c'è un'identità che è già più avanti”.
SULLE ALTRE RETI:
RAI UNO: THE CONTRACT
RAI DUE: RICOMINCIARE
CANALE 5: I GIORNI DELL’ABBANDONO
ITALIA 1: PALLE AL BALZO
RETE 4: SEGRETI
LA 7: I PICARI
Di Giovanni Prattichizzo
Puoi scommettere che sarai più bravo di...
Michele Prospero
professore di Filosofia del Diritto e di scienza politica presso la facoltà di Scienze della comunicazione della 'Sapienza'. E' autore di numerosi saggi alcuni dei quali tradotti all'estero. Collabora a diverse riviste scientifiche e a quotidiani. Tra le maggiori pubblicazioni: La politica postclassica (1986); Il nuovo inizio (1990); Nostalgia della grande politica (1990); La democrazia mediata (1993); Sistemi politici e storia (1995); Il pensiero politico della destra (1996); Sistemi politici europei (1996); Politica e vita buona (1996); Sinistra e cambiamento istituzionale (1997);Storia delle istituzioni in Italia (1998); Il fallimento del maggioritario (2001); La politica moderna (2002); Lo Stato in appalto (2003); Politica e società globale (2004); L'equivoco riformista (2005); Alle origini del laico (2006);La costituzione tra populismo e leaderismo (2007); Filosofia del diritto di proprietà (2008). Nel 2009 ha pubblicato insieme a Mario Morcellini Perché la sinistra ha perso le elezioni?
Le elezioni europee sono, di solito, più un megasondaggio sul gradimento dei partiti che non una vera e intensa competizione con una posta in gioco significativa. Questa volta l’impatto politico del voto è forse appena un po’ più marcato, anche se però l’aspetto sistemico più rilevante della tornata elettorale riguarda soprattutto l’entità della preannunciata discesa dei consensi del principale partito d’opposizione. Resta, nel complesso, la sensazione che in vista del 7 giugno sarà condotta una campagna elettorale a bassa intensità, malgrado il ritorno alla proporzionale e al voto di preferenza.
Non che manchino, già da qualche giorno, polemiche accese, e di risonanza internazionale, che mostrano un ineffabile impasto di pubblico e privato nelle vicende del premier, ma l’impressione è che la temperatura si mantenga bassa, almeno nella percezione da parte degli elettori della salienza del voto europeo. Non saranno pertanto queste consultazioni di giugno a rianimare la telepolitica che da anni versa in uno stato di coma. La politica nella “età del pubblico” si fa sempre più in Tv, ma certo non proprio nelle ufficiali e paludate trasmissioni della telepolitica. L’idea che sta dietro la telepolitica è che il consenso sia una manifestazione immediata, e non l’esito di un processo più lungo. Si suppone cioè una sorta di velo di ignoranza in virtù del quale, grazie al conteggio dei tempi imposto dalla par condicio e all’asettica conduzione di trasmissioni elettorali, tutti i partiti giocano la contesa su un piano di perfetta parità di risorse, di accesso, di condizioni. Questa è però una finzione come pure fallace è la credenza che il singolo elettore, un mese prima del voto, diventi d’incanto una tabula resa e il suo cervello libero e curioso è finalmente pronto a ricevere messaggi e a decodificarli con cognizioni critiche. Purtroppo questo grado zero del consenso e della formazione delle opinioni non esiste. Non è peraltro nei luoghi ufficiali e anestetizzati della telepolitica che si costruisce il consenso. A definire un senso comune che crea paure (sicurezza) e speranze (denaro facile) sono piuttosto le trasmissioni di intrattenimento, la pioggia di reality, le riprese alluvionali della cosiddetta vita in diretta. E in tutto ciò la par condicio non influisce affatto. Data la crisi della mobilitazione politica, la trasmissione del primo giugno su rai tre non inverterà la tendenza al declino della telepolitica. Una previsione? Uno share non molto superiore al (omissis)
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ZIA ASSUNTA
c`è Franceschini.
per il PDL ci sarà Berlusconi?
Scritto il: 01/06/2009 21.56.59
ZIA ASSUNTA
chi parlerà per il PD e il PDL?
Scritto il: 29/05/2009 10.19.26
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